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Curiosità a 4 zampe - cani

Alla fine dei suoi circa novanta anni di vita Senofane venne sepolto dopo i suoi figli; e si tramanda che egli li seppellì colle sue mani. E per dir lode del suo animo si racconta che egli vedendo un giorno un cane che veniva bastonato, intervenne presso il padrone dicendo:

"Cessa, non percuoterlo, poiché d'un uomo, un amico, riconobbi l'anima all'udir le grida" (Diogene Laerzio; VIII, 36).

Il barboncino di Schopenhauer

barboncino
schopenhauer

Ciò che mi rende così piacevole la compagnia del mio cane è la trasparenza della sua natura. Il mio cane è trasparente come un vetro”

Arthur Schopenhauer (1788-1860)

Il filosofo tedesco misantropo, misogino e pessimista per eccellenza, era pure vegetariano e, diremmo noi oggi, animalista. Molti dei suoi aforismi più citati parlano infatti del rapporto essere umano-animali, come ad esempio questo, tra i più conosciuti: “La pietà per gli animali è talmente legata alla bontà del carattere che si può a colpo sicuro sostenere che un uomo crudele verso gli animali non può essere un uomo buono“. In pochi però sanno che il compagno più fedele, quello con cui condivideva giornate, riflessioni e lunghe passeggiate, era un cane. Un barboncino bianco dal doppio nome. Si chiamava Brahman nelle occasioni più sociali, e Atman nelle “conversazioni” più personali. Sono termini sanscriti della filosofia induista. Semplificando al massimo stanno ad indicare il Se’ universale e il Se’ individuale. Oppure ancora l’Unità del Tutto e l’Anima individuale, il soffio vitale presente in ogni cosa. Questo doppio nome attribuito ad un unico cane, lascia trapelare l’idea che il velo di Maya possa in alcuni casi essere annullato, strappato. E il cane – trasparente come un vetro – sarebbe uno di questi casi.

I cani degli egizi

anubi

Il divino Anubi - reso in forma di canide nero, forse era uno sciacallo, una delle più importanti divinità egiziane, è passato alla storia come il nobile progenitore dell'attuale Cane dei Faraoni, venerato dagli egizi quattromila anni fa tanto che il ritratto di un cane elegante, dalle orecchie grandi e dalla forme ugualmente armoniose, è stato ritrovato all'interno delle piramidi. Nella grande necropoli ad ovest della piramide di Cheope nel 1935 è stato rinvenuto un cane pressochè identico al Cane dei Faraoni, imbalsamato e tumulato in un sarcofago fatto su misura. 
Anubi era la divinità funeraria, il guardiano fedele delle tombe e del sonno dei defunti che presiedeva ai riti dell'imbalsamazione, era anche il dispensatore della buona sorte: veniva rappresentato come un cane nelle sculture ( Il dio Anubi: sacello dalla tomba di Tutankhamon 1330 a.c., Il Cairo, Museo Egizio) ed in pittura ( Affresco, tomba del governatore Sennefer, 1410 a.c. Tebe) oppure, soprattutto in pittura, con il corpo umano ed il muso tipico del cane dei faraoni ( Valle dei Re, Tomba di Thutmosi IV, 1390 a.c.). 
L’arte egiziana offre rappresentazioni di splendidi esemplari di terrier sui monumento funerari. La tomba attribuita ad un faraone vissuto 2330 anni a.c. presenta quattro cani: un volpinoide, un segugio, un levrieroide, un cane simile al Basenij.

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